Benvenuto in “Castagne&Ricci”, uno spazio promosso dal Servizio di pastorale giovanile per esercitarsi ad essere profetici, che è uno dei compiti che i giovani hanno nella comunità cristiana e verso di essa (e in cui quasi nessuno può sostituirli…).
Cosa vuol dire essere profetici? Vuol dire saper criticare, vuol dire saper dire parole che pungano e, allo stesso tempo, contengano un dono per chi le ascolta, proprio come i ricci di castagna. Ogni giovane porta in sé parole di questo tipo: c’è chi le manda giù intere e tace (forse facendosi male!), c’è chi lancia solo i ricci e butta le castagne (critica distruttiva e spreco della verità), c’è chi offre solo le castagne e si tiene i ricci (timore, buonismo o poca stima dei propri pensieri)…
In questo spazio vi chiediamo di scrivere uno o più testi che siano il vostro esercizio di profezia. Alcune condizioni:
- la lunghezza (non più di una cartella)
- i “destinatari” (non ci si deve rivolgere a persone esplicite o riferire a fatti troppo riconoscibili – almeno senza il consenso di chi è coinvolto… - non si tratta di scrivere “lettere anonime”!)
- il genere letterario (può spaziare: dalla poesia al racconto breve, dall’epistola al diario… Le citazioni di altri autori ovviamente vanno indicate!).
Non ci sono limiti d’età (anche se gli over35 non sono più considerati statisticamente giovani…).
Si possono scrivere anche testi "a più mani", o di gruppo (basta indicarlo nella firma).
Nel corso della “FestaGiovani” del 27 marzo 2010 verranno premiati i messaggi più significativi, tra quelli arrivati fino a quella data.
Come funziona concretamente lo spazio?
“Alcuni ritengono che gli anziani uomini della Chiesa non avrebbero nulla da dire al nostro tempo. D'altra parte anche i giovani non dicono nulla, non partecipano. Che siano i giovani a non dire nulla, oppure i vecchi a non ascoltare, è vano chiedere di chi sia la colpa. Occorre che la comunicazione tra le generazioni migliori, perché esse hanno molto da dirsi. Non è necessario che siano d'accordo, ma che si stimolino a vicenda, aiutandosi ad avanzare nel cammino verso Dio. Il dialogo serve proprio a questo.
Il più grande male della Chiesa nel mondo del benessere, in Occidente, è senz'altro l'indebolimento di tale comunicazione. Il dialogo è importante, a mio avviso anche la polemica tra giovane e vecchio, fra tradizione e modernità. Se questo dialogo riacquistasse dinamismo, ne sarei felice. Nell'amore potremmo aiutarci è vicenda ed essere più capaci di amare. Sentiremmo di essere così sicuri in Dio, da avere il coraggio di affrontare ogni questione, ogni compito e anche ogni conflitto”.
“Certamente il metodo giusto non è predicare alla gioventù come deve vivere per poi giudicarla con l'intenzione di cercare di conquistare coloro che rispettano le nostre regole e le nostre idee. La comunicazione deve cominciare in assoluta libertà, in caso contrario non è comunicazione. E, soprattutto, in questo modo non si conquista nessuno, caso mai lo si opprime. L'essere umano che incontro è fin dal principio un collaboratore e un soggetto. Dialogando insieme giungiamo a nuove idee e a nuovi passi condivisi.
La questione che più tocca la sensibilità dei giovani è se li prendiamo sul serio come collaboratori a pieno titolo o se vogliamo farli ravvedere come se fossero stupidi o in errore.
Crediamo che tutti gli esseri umani siano creature di Dio e abbiano uguale dignità. Questo è il presupposto fondamentale di ogni comunicazione cui prendiamo parte”.
Carlo Maria Martini, da: “Conversazioni notturne a Gerusalemme”, ed. Mondadori

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CASTAGNE&RICCI | Cosa mi aspetto dai cristiani? Che volto vorrei che avesse, la mia comunità, per essere più volto di Gesù? Cosa manca, alla chiesa di questo tempo, per essere più fedele al Vangelo? Qual è il cambiamento per cui sarei pronto anch'io a fare la mia parte? Per sapere come funziona questa cosa, leggi qui a lato. Poi, per entrare nel forum, clicca su "Castagne e Ricci" qui a sinistra... |
3 | 5 | 11/03/2010 13:37 dimensione giov ... ( di: ) |