ALIVE IN YOU, Cattedrale di Adria

    CATTEDRALE ALIVE IN YOU foto2Noi gruppo di Alive in You ci incontriamo ogni giovedì da ormai due anni e nel tempo che trascorriamo insieme oltre a parlare dei nuovi progetti per la comunità o a discutere di temi scelti riguardo l’attualità, dedichiamo molto tempo alla preghiera ed alla condivisione della nostra settimana con il Padre. Inoltre, da quest’anno, abbiamo deciso di pregare ogni sera insieme anche se ci incontriamo solo una volta a settimana; infatti grazie ad un gruppo su ‘whats app’ riusciamo ad avere un momento insieme a Dio ogni giorno alle 21.30.

    L’indimenticabile Natale 2012

    Per quanto riguarda il nostro impegno in attività concrete, verso Natale 2012, come gruppo, ci siamo impegnati a raccogliere matite, penne, quaderni, astucci, materiale di cancelleria in generale, da donare alle scuole e soprattutto ai bambini dell’Angola che ne hanno un assoluto bisogno. Questa esperienza ci ha fatto molto riflettere sulla fortuna che abbiamo noi nell’andare a scuola e nel possedere tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

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    A Verona la coscienza di essere un gruppo

    Un’altra bella attività che abbiamo svolto l’anno scorso è stata l’uscita di un week end a Verona, in questo il gruppo ha vissuto un’esperienza di convivenza nel quale è cresciuto in responsabilità ed amicizia. Durante la visita alla città di Verona, nonostante la fatica di camminare tutto il giorno, abbiamo voluto attaccare un lucchetto al balcone di Romeo e Giulietta, per dimostrare la nostra unione in Alive in You. Inoltre ci impegniamo molto nel ricordare tutti i nostri compleanni e le feste, infatti ci ritroviamo spesso per festeggiare i compleanni, il Natale, l’inizio e la fine dell’anno scolastico ecc. con pizzate o momenti di divertimento tutti insieme.

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    La Cresima è stato il nostro punto di partenza, l’inizio di tutto ma l’origine è stata la pizzata coi compagni cresimati di quel meraviglioso 4 ottobre del 2011. Ci ritrovammo, come già detto, tra cresimati, così, solo per raccontarci le impressioni di essere confermati nel Signore, e poi anche per rivederci dopo che il catechismo non ci univa più così saldamente come prima. Ricordo distintamente l’euforia di quella serata. Nessuno si aspettava un invito a partecipare ad un evento del genere, pur essendoci lasciati con la promessa di ritrovarci ancora una, due o più volte. Osservavo come gli occhi dei miei amici piangevano gioia, e partecipavo a grandi abbracci ed affettuosi saluti, finché tutti non ebbero salutato tutti e, solo allora, si poté entrare. Ordinammo, mangiammo e ci facemmo compagnia l’un con l’altro. Credo fossimo il gruppo più “casinista”, nonché il più grande dell’intero locale, che tra l’altro non era poi così piccolo. Alla fine della cena, dopo mezz’ora trascorsa a cercare di richiamare silenzio, qualcuno propose di creare un gruppo di post-cresima, come tante altre classi di cresimati, già prima di noi, avevano fatto perché  troppa era la voglia di non lasciarsi andare così ma di continuare un percorso che non si era concluso con il sacramento. Molti aderirono alla proposta ma si pensava fosse una cosa che non avrebbe dato inizio a niente, solo una vana frase pronunciata in un momento di euforia. Ma il Signore sa il fatto suo e ci ha dato una possibilità, troppo vera per lasciarsela sfuggire: tempo dopo ci trovammo, verso sera, nell’Aula Gialla del Centro Giovanile, carichi di speranza. Sofia ed Elizabeth si assunsero l’immane incarico di guidarci nel nostro cammino, che divenne anche per loro cammino, fatto di pazienza, sospiri (effettivamente siamo un po’ vivaci), ma di gioie che solo noi sappiamo dare.

    IL NOME: ALIVE IN YOU

    Insomma, ci riunimmo e discutemmo di molte cose, tra cui l’orario di incontro, il luogo (perché un nostro compagno, che per me resta il più coraggioso che io conosca, ci tengo a ribadirlo, era stato da poco operato e si cercava un luogo dove tutti potessimo incontrarci, perché noi non tagliamo fuori nessuno) e per ultimo ci trovammo di fronte a una grande scelta, che era quella del nome. Ardua sfida, cominciammo a parlarne e a proporre nomi che ci rappresentassero per come eravamo, “Figli del Vento” fu il più gettonato e stavamo per ufficializzare questo nome, quando, Elisabeth, colpita come da una folgore divina, con gli occhi che brillavano più dell’oro, esclamò a gran voce che aveva appena trovato il nome perfetto, in inglese, simbolo della lingua parlata dalla capostipite del nostro gruppo (che Sofia non se ne abbia male), icona della nostra componente internazione e attestazione della Sua presenza in noi. ALIVE IN YOU, che tradotto significa “vivo in te”, che di noi dice proprio tutto: innanzitutto che nel nostro gruppo c’è un componente in più che ci fa andare avanti, senza il quale non esisteremmo,che non siamo mai soli, nonostante spesso noi lo ignoriamo, inoltre che siamo un gruppo fondato su una roccia chiamata Cristianesimo, che ci rende insieme legato dalla fede. Senza indugi fissammo tutti gli incontri e, malgrado tutti gli ostacoli, riuscimmo a ritrovarci quasi ogni settimana. E per noi tante cose cambiarono, che ora influiscono su ciò che siamo. Le nostre guide, che ne sanno sempre una in più, ci hanno proposto (perché tra noi nulla è imposto e la libertà è grande) nuovi modi per pregare, per avvicinarsi anche quel poco in più a Dio, invogliando anche coloro che non pregano spesso a farlo almeno un poco. Il gruppo è stato ed è un successo. Settimanalmente ci troviamo e proponiamo, parliamo, preghiamo, organizziamo, creiamo, discutiamo, capiamo, sorprendiamo, condividiamo e apprendiamo, tutti compresi, persino coloro che guidano il gruppo, credo che ad ogni incontro, imparino qualcosa. Nel Signore nulla è scontato e tutto è grande, persino nel nostro piccolo di gruppo parrocchiale di una cittadina di campagna. Grazie, o Signore, per il nostro gruppo.

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    PROGETTI FUTURI: rapporti internazionali e carità

    Nel nostro cammino sono previste tappe che andranno a raggiungere realtà diverse e a volte anche delicate. Con entusiasmo aspetteremo l’arrivo del gruppo americano di Alive in you dove di sicuro l’entusiasmo e la volontà di conoscere la loro realtà ci completerà nella nostra visione di essere giovani. Il condividere e il fare nostre anche le loro esperienze ci renderà più ricchi e più aperti verso il futuro.

    Il Natale si avvicina e sicuramente non per tutti saranno giorni sereni e felici. Le varie realtà hanno dimostrato che per alcune famiglie le necessità primarie non sono certo quelle dei regali per i loro figli, così con gioia nel donarsi, abbiamo pensato, di organizzare una raccolta di giocattoli per i bambini meno fortunati della nostra città. Anche per loro è giusto e doveroso fargli trovare una piccola sorpresa sotto l’albero di Natale. Il sapere che il giorno di Natale ci saranno tanti piccoli sorrisi sulle loro facce oltre a renderci felici ci riempirà il cuore di condivisione verso il prossimo. L’altro progetto più delicato e sensibile (da noi proposto) sarà andare un pomeriggio alla piccola casa della divina Provvidenza di Padova. Lì noi andremo a contatto con l’altra faccia della vita. Le varie situazioni che troveremo di sicuro toccheranno anche le nostre emozioni segrete. Ognuno di noi metterà in campo le proprie emozioni e la propria sensibilità per stare a contatto con le persone ospitate dalla struttura. Anche se fosse solo visitare gli ambienti sarebbe una forte esperienza perché capiremmo cosa vuol dire malattia e sofferenza.

     

    Verso il prossimo evento…

    PER CONOSCERE DON GIUSSANI

    • 07 - 11 - 2014 09:00pm - 09:00pm
    • Conservatorio di Musica "Francesco Venezze" Auditorium di Via Pighin

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